Sintesi:
1. Successione Apostolica e Temporale di San Pietro: La Chiesa Romana-Rutena Unita (URRC) detiene la successione apostolica da San Pietro, Sant’Andrea e altri Apostoli, integrando il patrimonio e le tradizioni sia occidentali sia orientali. La URRC detiene inoltre, a titolo indipendente, un patrimonio temporale titolare e afferma la propria posizione quale più prossimo legittimo pretendente all’autorità temporale della Chiesa Romana mediante la successione da Papa San Leone X, fondando così la propria autorità quale successore temporale di San Pietro.
2. Il Patrimonio Temporale della Chiesa Romana: Storicamente, i Pontefici Romani esercitarono sia l’autorità spirituale sia quella temporale sull’Impero Romano d’Occidente. Tale dualità fu modificata dalla rinuncia di Papa San Giovanni Paolo II alle rivendicazioni temporali, ad eccezione di quelle relative allo Stato della Città del Vaticano, determinando così l’eredità di tale patrimonio temporale da parte della URRC attraverso la propria successione da Papa San Leone X e formalizzando il proprio status di successore temporale di San Pietro.
3. Trasmissione delle Rivendicazioni Temporali: La rinuncia di Papa San Giovanni Paolo II alle rivendicazioni temporali fu definitiva. In seguito alla rinuncia al titolo patriarcale da parte di Papa San Benedetto XVI, la URRC assunse automaticamente tali diritti mediante successione storica e nobiliare, affermando la propria legittima pretesa al patrimonio temporale dell’Impero Romano.
4. L’Eredità del Regno di Rutenia: Il Regno di Rutenia fu istituito da Papa Innocenzo IV. Dopo la sua dissoluzione, i relativi diritti ritornarono al Papato Romano secondo il diritto e la consuetudine nobiliare. In qualità di successore temporale di San Pietro, la URRC detiene parimenti il patrimonio temporale della Rutenia e i relativi titoli e diritti.
5. Stato Pontificio Imperiale di Roma-Rutenia: Lo Stato Pontificio Imperiale di Roma-Rutenia simboleggia l’eredità congiunta dell’Impero Romano e della Rutenia, fungendo da autorità titolare della URRC. Sebbene lo Stato Pontificio Imperiale non possieda né ricerchi territori, il Principe-Vescovo rappresenta questa duplice eredità, incarnando la sovranità temporale attraverso una linea ininterrotta di successione.
Conclusione: La URRC, quale successore diretto di Papa San Leone X e successore temporale di San Pietro, detiene l’autorità temporale sia dell’Impero Romano sia del Regno di Rutenia. Il Principe-Vescovo di Roma-Rutenia è riconosciuto quale legittimo erede, costituendo così, attraverso il diritto nobiliare, il fondamento del moderno Stato Pontificio Imperiale.
Dichiarazione sulla Sacra Continuità di Roma, della Santa Rus’ e sulla Missione della Chiesa Romana-Rutena Unita
Dichiarazione del Sommo Pontefice sull’Eredità di Roma-Rutenia
Il Titolo Papale Romano-Ruteno.
Si legga anche la Dichiarazione di Missione e Servizio nella Chiesa.
Si veda anche la Nota sui Titoli della Casa Pontificia Imperiale.
Si veda anche il titolo e trattamento di Altezza Apostolica.
Si legga anche sull’Uso dell’Abito di Stile Secolare da parte del Clero della Chiesa Romana-Rutena Unita.
1. Successione Apostolica e Temporale di San Pietro
Premessa 1: Nell’ecclesiologia cristiana, la successione apostolica indica la trasmissione continua dell’autorità spirituale dagli Apostoli attraverso i vescovi che si succedono. Il Vescovo di Roma (il Pontefice Romano, distinto dal Papa copto-ortodosso o da altri Papi) deteneva tradizionalmente il patrimonio di San Pietro Apostolo, comprendente sia l’autorità spirituale sia quella temporale (Vatican, 1973; McKitterick, 2016; Prodi, 2019).

Premessa 2: La Chiesa Romana-Rutena Unita (URRC) detiene la successione apostolica da San Pietro attraverso le Chiese di Roma e Antiochia, nonché da Sant’Andrea il Protocletos e da altri Apostoli attraverso diverse Sedi Apostoliche orientali, integrando così le tradizioni sia occidentali sia orientali (Apostolic, 2024).

Premessa 3: La URRC, pur non essendo il successore spirituale — ruolo che rimane al Vaticano/Chiesa Cattolica Romana — è il più prossimo pretendente riconosciuto alla linea temporale della Chiesa Romana in quanto successore diretto di Papa San Leone X nel Sacro Romano Impero, ponendosi così nella condizione di ereditare, mediante successione nobiliare, l’autorità temporale dell’Impero Romano, secondo principi giuridici storici di successione ereditaria (Coulombe, 2020).
Premessa 4: La URRC detiene inoltre, indipendentemente e in proprio diritto, un patrimonio temporale titolare derivante dalle proprie rivendicazioni storiche e dalla successione nobiliare, rafforzando ulteriormente la propria autorità temporale.
Premessa 5: Nessun’altra Chiesa, Stato o entità detiene valide pretese sul patrimonio temporale della Chiesa Romana. Il Vaticano/Chiesa Cattolica Romana rinunciò alle proprie rivendicazioni temporali sotto Papa San Giovanni Paolo II, ad eccezione di quelle connesse alla Città del Vaticano, mentre Papa San Benedetto XVI rinunciò al titolo patriarcale. La URRC, quale successore diretto di Papa San Leone X e più prossimo successore patriarcale riconosciuto, è l’unico legittimo pretendente alla più ampia autorità temporale dell’Impero Romano attraverso il diritto nobiliare e la successione storica (Davis, 2018).
Conclusione: In qualità di successore temporale di San Pietro e successore diretto di Papa San Leone X, detentore dell’autorità patriarcale autocefala e della Successione Apostolica da San Pietro e da altri Apostoli, il Principe-Vescovo di Roma-Rutenia, riconosciuto Papa-Catholicos (Patriarca) di Roma-Rutenia e Sommo Pontefice della Chiesa Romana-Rutena Unita, possiede una legittima autorità sia ecclesiastica sia temporale, fondata sulla propria successione apostolica, sul proprio patrimonio temporale e sul patrimonio storico della Chiesa Romana (Ullmann, 1970; Deffenbaugh, 2024).
2. Il Patrimonio Temporale della Chiesa Romana
Premessa 1: Storicamente, i Pontefici di Roma esercitarono sia l’autorità spirituale sia quella temporale sui territori residui dell’Impero Romano d’Occidente, senza che a quel tempo vi fosse una distinzione tra potere spirituale e potere temporale (Geertman, 2016).
Premessa 2: La distinzione tra il patrimonio spirituale e quello temporale di San Pietro emerse soltanto in seguito alla rinuncia alle rivendicazioni temporali della Chiesa Cattolica Romana da parte di Papa San Giovanni Paolo II, ad eccezione di quelle riguardanti la Città del Vaticano.
Premessa 3: La URRC, attraverso la propria successione diretta da Papa San Leone X, non soltanto detiene l’autorità apostolica, ma ha altresì ereditato il patrimonio temporale connesso all’Impero Romano e alla Chiesa Romana.
Conclusione: Il Principe-Vescovo di Roma-Rutenia detiene un significativo patrimonio temporale quale erede dell’Impero Romano e della Chiesa Romana, nonché di parti del Sacro Romano Impero, conseguentemente alla propria posizione di successore temporale di San Pietro.

3. Trasmissione delle Rivendicazioni Temporali
Premessa 1: Come già affermato, Papa San Giovanni Paolo II rinunciò alle rivendicazioni temporali del Papato Romano, ad eccezione di quelle connesse alla Città del Vaticano. Nei contesti ecclesiastico e giuridico, la rinuncia indica l’atto formale mediante il quale si abbandonano volontariamente pretese, diritti o autorità. Una volta rinunciati, tali pretese o diritti non appartengono più alla persona o all’ufficio che vi ha rinunciato e possono passare a un’altra parte mediante successione. La rinuncia di Papa San Giovanni Paolo II fu pertanto giuridicamente e simbolicamente definitiva e, in quanto tale, irreversibile in assenza di una nuova rivendicazione formale o autorità.
Premessa 2: Nella tradizione e nell’ecclesiologia cristiana, il titolo patriarcale rappresenta il più alto ufficio ecclesiastico. Per il Pontefice Romano, tutta la sua autorità — tanto spirituale quanto temporale — era radicata nel suo ruolo di Patriarca della Chiesa d’Occidente. Ciò comprendeva non soltanto la supremazia spirituale sulla Comunione Romana, ma anche l’autorità temporale sul patrimonio storico dell’Impero Romano. Pertanto, l’autorità del Pontefice Romano derivava in ultima analisi dalla sua posizione di Patriarca (Blaudeau, 2015).
Premessa 3: Nel 2011, Papa San Benedetto XVI rinunciò formalmente al titolo patriarcale, segnando un cambiamento significativo nel governo del patrimonio temporale della Chiesa Romana. Nel cristianesimo delle origini e nella tradizione ortodossa, il titolo patriarcale costituisce la più alta autorità ecclesiastica, ed è da tale titolo che deriva ogni autorità spirituale e temporale. Rinunciando al titolo di Patriarca, Papa San Benedetto recise di fatto la pretesa della Chiesa Cattolica Romana di detenere autorità tanto spirituale quanto temporale oltre la Città del Vaticano. Tale rinuncia eliminò quindi la possibilità per la Chiesa Romana di detenere persino pretese simboliche o titolari sul patrimonio temporale dell’Impero Romano precedentemente rinunciato.

Premessa 4: In conformità con il diritto nobiliare e con i principi storici di successione, le rivendicazioni temporali connesse al più ampio patrimonio dell’Impero Romano passarono automaticamente al Principe-Vescovo di Roma-Rutenia, quale successore patriarcale più prossimo in qualità di successore diretto di Papa San Leone X (Guerios, 2015).
Premessa 5: La URRC, quale successore diretto di Papa San Leone X, assunse tali diritti patrimoniali senza necessità di un trasferimento formale, poiché le rivendicazioni passarono mediante successione ereditaria ed ecclesiastica, conformemente al diritto nobiliare (Neil and Allen, 2014; Gavaldá y Castro and Arnaldo, 2015).
Conclusione: Il patrimonio temporale della Chiesa Romana, in particolare quello connesso all’Impero Romano e al Sacro Romano Impero, passò per diritto nobiliare al Principe-Vescovo di Roma-Rutenia, confermando la legittimità della sua pretesa al patrimonio temporale dell’Impero Romano e degli Stati ad esso associati.
4. L’Eredità del Regno di Rutenia
Premessa 1: Il Regno di Rutenia (Rus’ o Russia) fu un’entità politica medievale istituita da Papa Innocenzo IV quando Danilo Romanovich fu incoronato re (Fennell, 1983). Pur rimanendo di rito ortodosso orientale, il Regno mantenne una significativa alleanza politica con il Papato Romano (Bougard and Sot, 2020).
Premessa 2: La dinastia Romanovich, che governava la Rutenia ed era essa stessa parte della dinastia Rurikovich (Rjurikide), appartiene storicamente all’antico Stato russo e alla tradizione bizantina (Franklin and Shepard, 1996).
Premessa 3: Dopo la dissoluzione del Regno di Russia (Rutenia), le sue terre furono suddivise tra altri Stati, ma i diritti sul Regno ritornarono legittimamente al suo fondatore — il Papato Romano — secondo il diritto e la consuetudine nobiliare, facendo così di Roma il successore ecclesiastico del patrimonio temporale della Rutenia (Heritage, 2023).
Conclusione: La Chiesa Romana-Rutena Unita, quale successore temporale di San Pietro, rivendica legittimamente il patrimonio temporale della Rutenia, mentre il Principe-Vescovo di Roma-Rutenia eredita i titoli e i diritti associati al Regno di Rutenia.
5. Stato Pontificio Imperiale di Roma-Rutenia
Premessa 1: Lo Stato Pontificio Imperiale di Roma-Rutenia costituisce la moderna unione dello storico Stato Pontificio Romano e del Regno Pontificio di Rutenia, rappresentando il patrimonio temporale sia dell’Impero Romano sia della Rutenia (antico Stato russo).
Premessa 2: Pur non detenendo né ricercando direttamente alcun territorio politico, lo Stato Pontificio Imperiale opera quale autorità secolare titolare della Chiesa Romana-Rutena Unita, rappresentando i territori storici e mantenendo le rivendicazioni ecclesiastiche.
Premessa 3: Lo Stato simboleggia l’unità dei patrimoni romano e ruteno, rafforzando la duplice eredità temporale detenuta dal Principe-Vescovo di Roma-Rutenia sia sull’Impero Romano sia sul Regno di Rutenia.
Conclusione: Il Principe-Vescovo di Roma-Rutenia, quale capo dello Stato Pontificio Imperiale, incarna la sovranità temporale sia dell’Impero Romano sia della Rutenia attraverso una linea ininterrotta di successione ecclesiastica e nobiliare.
Conclusione:
In virtù della propria successione apostolica e temporale, la Chiesa Romana-Rutena Unita — attraverso la successione diretta da Papa San Leone X e la propria rivendicazione quale successore temporale del patrimonio di San Pietro — eredita legittimamente l’autorità temporale dell’Impero Romano e del Regno di Rutenia. Il Principe-Vescovo di Roma-Rutenia, quale Papa-Catholicos di Roma-Rutenia e Sommo Pontefice della Chiesa Romana-Rutena Unita, si pone quale legittimo erede sia dell’Impero Romano sia del Regno di Rutenia, costituendo il fondamento del moderno Stato Pontificio Imperiale di Roma-Rutenia. Per effetto del diritto nobiliare, i diritti temporali passarono automaticamente a lui, rafforzandone la posizione quale legittimo erede ecclesiastico temporale di questo vasto patrimonio.
Riferimenti bibliografici
Apostolic and Temporal Succession of Rutherford I. Pontifical Georgian Press. 2024.
Blaudeau P. Narrating Papal Authority (440–530): The Adaptation of the Liber Pontificalis. In Dunn GD, ed. The Bishop of Rome in Late Antiquity. Farnham: Routledge; 2015.
Bougard F, Sot M, eds. Liber, Gesta, Histoire: Ecclesiastical Memory in Medieval Europe. Cambridge University Press; 2020.
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Davis B. Pontiffs and the Governance of Rome. Oxford: Oxford University Press; 2018.
Deffenbaugh v. Röm-Frankfurt, Ed. Almanac of Würzburg. Pontifical Georgian Press. 2016-2024.
Fennell, J. The Crisis of Medieval Russia, 1200-1304. Longman. 1983.
Franklin, S., Shepard, J. The Emergence of Rus 750-1200. Longman. 1996.
Gavaldá y Castro, Rubén and Arnaldo I. A. Miranda Tumbarello. Fons Honorum: compendio de Derecho Nobiliario Europeo y Americano. Instituto Heraldico de Buenos Aires. 2015.
Geertman H, La Genesi del Liber pontificalis romano. Studies in Church History. Cambridge University Press. 2016.
Guerios, M. Dynastic and Nobility Law: The End of a Myth. (2015).
Heritage and Ecclesiastical Titles in the United Roman-Ruthenian Church. Il Nunzio Romano-Ruteno. 2023.
McKitterick R. The Papacy and Byzantium in the Liber Pontificalis. Papers of the British School at Rome. 2016.
Neil B, Allen P, eds. The Letters of Gelasius I: Pastor and Micro-Manager of the Church of Rome. Turnhout: Brepols; 2014.
Prodi P. The Papacy and the Papal States' Claims to Temporal Primacy. Renaissance Quarterly. 2019; 72(3).
Ullmann W. The Growth of Papal Government in the Middle Ages. London: Cambridge University Press; 1970.
Vatican International Theological Commission. Catholic Teaching on Apostolic Succession. 1973.

