La Famiglia Johnson o Zhonson nella Russia Imperiale

Quanto segue concerne parecchie famiglie Johnson che si stabilirono nella Russia Imperiale mediante l’istruzione, il servizio militare e gli ambienti di Corte. Esse sono distinte dalla genealogia documentata della Casa di Johnson-Roma-Rus’. Il loro cognome veniva frequentemente reso in russo, a quell’epoca, nella forma Жонсон e traslitterato Zhonson, mentre la Casa di Johnson-Roma-Rus’ adopera la forma russa foneticamente esatta Джонсон, traslitterata Dzhonson. Queste famiglie, stabilitesi nella Russia zarista nel XVIII secolo e in epoche posteriori, possono o non possono avere qualche remoto legame colla Casa, ma nessuna siffatta parentela può presentemente essere accertata con sicurezza. La loro storia dimostra nondimeno che il cognome non era né ignoto né anomalo nell’Impero Russo. Anche in mancanza d’un provato vincolo genealogico, il parallelismo rimane degno di nota, avuto riguardo alla migrazione verso Occidente compiuta dalla Casa medesima dall’Antica Rus’ ed alla sua posteriore riconnessione ecclesiastica coll’Antica Russia. Questa storia viene pertanto conservata quale parte del più ampio interesse della Casa nel preservare la storia dei Johnson ovunque essa s’intrecci con temi centrali alla propria eredità ed alla durevole presenza del nome Johnson in quei contesti storici.

La famiglia russa Johnson, il cui cognome appare variamente nelle forme Zhonson, Johnson, Жонсон e Джонсон, può essere ricondotta con certezza a Johann F. G. Johnson, più tardi noto in Russia come Ivan Ivanovich Zhonson. Egli nacque a Varsavia nel 1769 ed entrò al servizio dell’Impero Russo sul finire del XVIII secolo. A San Pietroburgo esercitò l’ufficio d’insegnante di lingua tedesca presso istituzioni fra le quali il Primo Corpo dei Cadetti di Terra ed il Corpo dei Cadetti Alessandro, conseguendo infine il grado civile di consigliere titolare.[1] La sua posizione indica ch’egli era un immigrato istruito e socialmente rispettabile, sebbene la formale preminenza della famiglia in Russia si consolidasse gradatamente mediante il servizio imperiale, anziché per immediato riconoscimento quale grande casata nobile straniera.

I discendenti di Johann formarono una ragguardevole famiglia militare russa. Suo figlio, Alexander Ivanovich Zhonson, divenne colonnello e comandò il 1º Battaglione del Reggimento Carabinieri del Feldmaresciallo Principe Barclay de Tolly. Il figlio di Alexander, Nikolai Alexandrovich Zhonson, il cui cognome sarebbe apparso nella forma «de Johnson» sopra un biglietto da visita in lingua francese, prestò servizio quale ufficiale nella 3ª Brigata d’Artiglieria delle Guardie e dei Granatieri.[2]


Nikolai Alexandrovich Johnson


Il membro più noto di questo ramo fu Nikolai Nikolaevich Zhonson (1878–1918), educato presso il Corpo dei Cadetti Alessandro e la Scuola d’Artiglieria Mikhailovsky. Dopo aver servito quale ufficiale d’artiglieria, egli divenne stretto aiutante e segretario del Granduca Michael Alexandrovich. Accompagnò il granduca nella prigionia di Perm e, insieme con lui, fu rapito ed assassinato nella notte fra il 12 ed il 13 giugno 1918.[3]


Nikolai Nikolaevich Johnson



Nikolai Nikolaevich Johnson ed il Granduca Mikhail Alexandrovich
con alcuni ospiti al Castello di Knebworth, in Inghilterra


Altri eminenti ufficiali imperiali portarono il medesimo cognome, sebbene il loro preciso rapporto col ramo immediato di Johann non sia sempre stabilito nelle fonti pubblicate. Una ricerca per cognome nella banca dati della Grande Guerra del Ministero della Difesa russo restituisce quasi 300 registrazioni sotto le diverse grafie Johnson/Zhonson, quantunque tali registrazioni possano comprendere riferimenti duplicati, militari di truppa ed individui appartenenti a famiglie fra loro non imparentate.[8] Konstantin Wilhelmovich, o Vasilievich, Zhonson salì dal grado di capitano a quello di colonnello e, secondo quanto riferito, si ritirò nel 1910 col grado di maggior generale. Suo figlio, Konstantin Konstantinovich Zhonson, si diplomò presso il Corpo Navale Imperiale e prestò servizio quale ufficiale della Flottiglia del Caspio, conseguendo il grado di tenente durante la Prima Guerra Mondiale.[4] Herbert, o Gerbert, Georgievich Johnson (1857–1919), nobile luterano nato a Helsingfors, raggiunse il grado di tenente generale. Comandò il 20º Reggimento di Fanteria della Galizia, diresse in seguito la 27ª Divisione di Fanteria e fu insignito tanto dell’Arma di San Giorgio quanto dell’Ordine di San Giorgio di Quarta Classe.[5] Considerate nel loro insieme, queste testimonianze dimostrano che il cognome Johnson o Zhonson era ben rappresentato nel servizio militare della Russia Imperiale e che parecchi fra coloro che lo portavano raggiunsero, fra la fine del XIX secolo ed il principio del XX, i più alti ranghi dell’élite militare.

Queste registrazioni, inoltre, non debbono essere interpretate come rappresentanti un’unica famiglia allargata. Johnson/Zhonson era un cognome poligenetico, entrato nei registri russi attraverso diversi e distinti canali linguistici, regionali e genealogici, e molti di coloro che lo portarono non erano senza dubbio imparentati colla famiglia varsaviana di Johann Johnson.

L’ascendenza della famiglia anteriormente alla nascita di Johann a Varsavia rimane tuttavia ignota. La sua educazione e la sua professione lo collocano entro un ambiente mitteleuropeo di lingua tedesca, ma la lingua non dimostra un’ascendenza paterna germanica. È cosa significativa che il cognome ereditario appaia nella forma riconoscibilmente britannica Johnson, anziché Johannsen, Jansen od altra forma cognominale tipicamente tedesca. Un’origine britannica è pertanto plausibile. Fra i possibili luoghi d’origine britannici, la Scozia merita particolare considerazione, imperocché un considerevole numero di Scozzesi migrò e si stabilì nella Confederazione Polacco-Lituana fra il XVI ed il XVIII secolo. Fra essi si trovavano mercanti, soldati, ecclesiastici, studiosi e membri di famiglie gentili o nobili; molti s’integrarono successivamente nelle comunità polacche, protestanti di lingua tedesca od in altre comunità locali.[6][7]

Una ragionevole ipotesi di lavoro è dunque che i Johnson o Zhonson di Russia discendessero da una famiglia originaria della Gran Bretagna, forse — e, nel contesto della migrazione britannica verso la Polonia, con maggior verosimiglianza — dalla Scozia. Fra i possibili luoghi d’origine britannici, la Scozia è storicamente più plausibile dell’Inghilterra. Il coinvolgimento commerciale inglese colla Confederazione Polacco-Lituana fu considerevole, particolarmente attraverso i porti del Baltico e la Eastland Company, ma non produsse una diaspora di coloni paragonabile alle diffuse comunità scozzesi stabilitesi in tutta la Confederazione. Questa distinzione è di capitale importanza sotto il profilo delle probabilità.[9]

Nel corso di parecchie generazioni, una siffatta famiglia avrebbe potuto contrarre matrimoni colle popolazioni locali ed entrare in un ambiente culturale e religioso di lingua tedesca prima che Johann si trasferisse da Varsavia al servizio dell’Impero Russo. Ciò fornirebbe una spiegazione coerente del cognome d’aspetto britannico, dell’origine varsaviana di Johann, della sua conoscenza del tedesco e del felice ingresso della famiglia nei ranghi istruiti del servizio russo.

Nondimeno, nessuna catena documentaria superstite oggi conosciuta identifica i genitori di Johann Johnson né ne ricostruisce l’ascendenza anteriormente a Varsavia. L’ipotesi scozzese è storicamente credibile e concorda col più ampio fenomeno della migrazione e dell’assimilazione scozzese nella Confederazione Polacco-Lituana, ma rimane priva di prova. La storia delle famiglie Johnson o Zhonson nella Russia Imperiale viene qui conservata quale capitolo affine della più vasta storia del nome Johnson. Che le famiglie in questione condividano o meno un legame ancestrale, la loro più generale somiglianza resta nondimeno notevole: entrambe comportano movimenti fra i mondi dell’Europa occidentale e di quella orientale, legami colle terre di Polonia e di Russia, e l’insediamento del nome Johnson nel contesto della storia russa. La Casa conserva pertanto questa storia quale parte d’un più ampio dovere di preservare e presentare la storia dei Johnson là dove essa si ricolleghi in maniera significativa alla propria eredità culturale, dinastica e veterorussa.

Note


[1] I. V. Papulov, “JOHNSON–ДЖОНСОН–ЖОНСОН в России XIX века,” Perm State Archive of Social and Political History. The archival reconstruction identifies “Johnson Iohan F. G.” as a native of Warsaw, born in 1769, and records his work as a German-language instructor and his rank of titular councillor.

[2] Papulov’s reconstruction traces the line through Alexander Ivanovich and Nikolai Alexandrovich. The Perm archival introduction also describes a surviving visiting card belonging to Nikolai Alexandrovich bearing the form de Johnson.

[3] For Nikolai Nikolaevich’s birth, education, artillery service, and connection to Grand Duke Michael Alexandrovich, see the biographical entry compiled from Imperial Army materials and the Perm archival exhibitions. The Perm sources date their murder to the night of June 12–13, 1918.

[4] The published account of Konstantin Konstantinovich records his birth in 1887, Naval Corps education, assignment to the Caspian Flotilla, promotion to lieutenant, and his father’s advancement from captain to colonel and retirement as a major general. The 1909 Imperial Army index independently lists Konstantin Wilhelmovich Zhonson as a colonel.

[5] “Джонсон Герберт Георгиевич,” Офицеры русской императорской армии. The entry identifies him as a nobleman of Petrograd Province, a graduate of the Nicholas Engineering School and General Staff Academy, a regimental and divisional commander, a lieutenant general, and a recipient of the principal St. George distinctions. The published evidence does not establish his precise genealogical relationship to Johann’s branch.

[6] Peter Paul Bajer, Scots in the Polish-Lithuanian Commonwealth, 16th–18th Centuries: The Formation and Disappearance of an Ethnic Group (Leiden: Brill, 2012). Bajer examines the scale, social composition, religious affiliations, citizenship, naturalization, ennoblement, and gradual assimilation of Scottish settlers in the Commonwealth.

[7] A. Francis Steuart, ed., Papers Relating to the Scots in Poland, 1576–1793 (Edinburgh: Scottish History Society, 1915).

[8] Ministry of Defense of the Russian Federation, Pamyati geroev Velikoi voiny 1914–1918, “Search for War Heroes.” A search under Johnson/Zhonson spelling variants returned nearly 300 database records. These should not be treated as 300 distinct members of a single family: the results may contain multiple records for the same person, non-officers, transcription variants, and unrelated surname bearers.

[9] English relations with the Polish–Lithuanian Commonwealth were especially important in Baltic commerce. J. K. Fedorowicz notes that almost 85 percent of English Baltic shipping at the beginning of the seventeenth century was directed toward ports of the Polish Commonwealth, particularly Elbing and Danzig. This substantial English commercial presence should nevertheless be distinguished from the more broadly settled and assimilated Scottish diaspora examined by Peter Paul Bajer.




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